La Rocca di Poggio Poponesco, misteriosa quanto affascinante, è un’antica costruzione medievale (probabilmente risalente al 1150) che, in passato, si elevava dal roccioso crinale da cui prende il nome a dominio della Valle del Salto, e che fu il centro del potere feudale su Fiamignano e gli altri agglomerati della valle. Svettante sul poggio è la torre del castello, recentemente restaurata e divenuta uno dei simboli della zona. Poco rimane invece del resto della struttura (di cui si intravedono il recinto ed una torre circolare), come pure delle case che formavano il castrum.
La Rocca di Poggio Poponesco è raggiungibile percorrendo un tratto di strada lungo meno di un km partendo da Fiamignano. L’accesso al sito è libero e gratuito.
Situata sotto le rovine della Rocca del Poggio Poponesco, Santa Maria del Poggio è una piccola chiesetta che costituisce l’unico edificio ancora in uso presente sul sito. Si affaccia sulla vallata con uno dei lati lunghi e si caratterizza per la semplice struttura ad aula, con pareti in conci di pietra, facciata a capanna sormontata da un campaniletto a vela. All’interno conserva un affresco votivo del 1580 rappresentante la Madonna in trono con il Bambino ed i Santi. Divenuta oggi un santuario, è meta di un pellegrinaggio che, ogni prima domenica di luglio, parte dalla chiesa parrocchiale dei Santi Fabiano e Sebastiano portando in processione la statua della Madonna fino alla chiesetta.
Santa Maria del Poggio è raggiungibile tramite lo stesso percorso che conduce al castello di Poggio Poponesco, al quale era annessa in tempi antichi.
La Big Bench n. 382 è la Panchina Gigante di Fiamignano, posizionata a 1060 m.s.l.m. su uno sperone di roccia alle pendici del monte Serra, con una splendida visuale sulla Valle del Salto e l’omonimo lago. È stata inaugurata nel settembre del 2024 e fa parte della rete delle Panchine Giganti del Lazio, uno dei più interessanti esperimenti legati al silent walking (l’hashtag con cui si identifica la passeggiata in solitaria all’aria aperta, nel silenzio della natura) presenti nel nostro paese.
La Big Bench si trova nei pressi del sito della Rocca di Poggio Poponesco, a circa 150 metri da Santa Maria del Poggio.
Il convento dei Cappuccini è un sito archeologico ove è possibile ammirare quanto rimane di un’ampia struttura costruita nella seconda metà del cinquecento che, prima di essere danneggiato dal sisma del 1915, ospitò gli uffici comunali e le carceri della Rocca di Poggio Poponesco. Dopo un lungo periodo di abbandono (nonché depredamento), il convento ha beneficiato di un rinnovato interesse, rivolto anche alla sua consistenza materiale oltre che alle sue vicende storiche e umane, soprattutto grazie al convegno Importanza religiosa, sociale e politica del convento dei Cappuccini a Fiamignano, del 5 luglio 2008, e dal programma Riabilitare Fiamignano, avvenuto il 29 agosto del 2020, con la supervisione scientifica del prof. Pietro Clemente.
I ruderi del convento dei Cappuccini si trovano poco più a valle di Poggio Poponesco, nella stessa area della Rocca e della chiesetta di Santa Maria del Poggio.
La Chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano è una struttura risalente probabilmente alla prima metà del XVI secolo, durante il dominio della famiglia Colonna. Nonostante le modifiche subite nei secoli, la chiesa però continua ad avere un aspetto caratterizzato da linee semplici ma ben armonizzate con gli altari datati alla metà del XVII secolo, mentre pregevoli sono le pitture custodite all’interno come l’Immacolata concezione di Giovanni Paolo Cardone, del XVI secolo, e la Madonna della Tenerezza, del XVII secolo, che è una delle rappresentazioni più popolari e diffuse sia in occidente che in oriente, che esprime l’intensità del rapporto affettuoso tra la Madre ed il Bambino.
La chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano si trova in via XX settembre 7, in una delle due principali piazze di Fiamignano.
Santa Lucia Vergine e Martire è una chiesa medievale che si sviluppò dopo la ottocentesca costruzione di due strade cicolane delle quali si trovò all’incrocio e che, ancora oggi, dà il nome al paese di Santa Lucia, nato come piccola località agricola del feudo di Sambuco. Gravemente danneggiata e poi ricostruita dopo il terremoto del 1915, fu costruita sui ruderi di un santuario romano, divenuto successivamente un sito della dominazione normanna del Cicolano tra 1143 e il 1150 (come dimostrano alcune colonne romane e un arco normanno rinvenuti all’interno). Vi si conserva una croce processionale duecentesca, opera sulmonese, e un ciborio intagliato cinquecentesco, una tela seicentesca di scuola romana rappresentante l’Immacolata.
Si trova nell’omonima località di Santa Lucia, lungo via della Chiesa.
Il Lago del Salto è il più grande bacino artificiale del Lazio, prende il nome dalla valle del Salto dove è stato creato con lo sbarramento dell’omonimo fiume. Il suo aspetto estremamente selvaggio, a tratti anche ruvido, lo rende unico e affascinante. I suoi fiordi, che si aprono lungo le sue rive e che si succedono in quantità rendendolo estremamente frastagliato, lo caratterizzano e colorano con le loro diverse forme e sfumature. Lungo le coste del Lago del Salto, è possibile trovare diverse spiagge balneabili e attrezzate. Le principali si trovano a Fiumata e a Borgo San Pietro, e permettono non solo di immergersi nelle limpide acque del bacino, ma anche di noleggiare ombrelloni, sdraio, pedalò e canoe. Negli ultimi anni il bacino è diventato un importante punto di riferimento per gli amanti del wakeboard. Alcune prestigiose gare nazionali e internazionali, tra cui i campionati Europei, si disputano proprio nel Lago del Salto.
Il lago è raggiungibile attraverso la Strada statale 578 Salto Cicolana sia provenendo da Rieti sia dalla A24 Roma Teramo, attraverso l’uscita “Valle del Salto”. Accessi stradali secondari montani provengono dal territorio abruzzese (Tornimparte), dalla bassa Sabina (Lago del Turano), dal carseolano (Pietrasecca-Tufo) e dall’abitato di Tornao-Grotti.
L’Altopiano di Rascino è situato all’interno della Riserva dei Monti della Duchessa e si può considerare uno dei luoghi più suggestivi di tutto il Cicolano. Si tratta di un altopiano carsico, classificato come sito di interesse comunitario (SIC), esteso per 7 km circa in lunghezza e 5 km in larghezza, ad un’altitudine di circa 1150 m sul livello del mare, circondato da cime che raggiungono i 1500 m. Al centro si trova un lago carsico, il Lago di Rascino caratterizzato da forme tentacolari, residuo di un lago pleistocenico che un tempo copriva l’intero altopiano e oggi profondo non più di quattro metri e grande circa 28 ettari.
Il paesaggio circostante appare ancora selvaggio ed incontaminato, silenzioso ed isolato. Durante la fioritura della lenticchia, prodotto tipico IGP e presidio Slow Food, nel periodo estivo, si possono fare belle passeggiate a cavallo organizzate da alcuni agriturismi locali nonché dedicarsi alla pesca nel lago (tramite la licenza di pesca di tipo B ed un permesso giornaliero rilasciato appositamente), mentre in inverno è possibile praticare lo sci di fondo o delle ciaspolate con le guide del territorio.
L’Altopiano di Rascino è raggiungibile da Fiamignano e Pescorocchiano (così come dal Casale Evangelista) tramite una stradina segnalata (non asfaltata nell’ultima parte) di circa 12 km o dalla statale 17 provenendo da Antrodoco o L’Aquila ed altra ardua traccia impraticabile nei mesi invernali se non con ciaspe o sci da fondo.
(foto: Marco – CC BY-SA)
